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altro che «good news no news» adesso la buona novella porta denari

Media: Negli Usa sempre più testate puntano sulle analisi ottimistiche della realtà per recuperare lettori e attrarre pubblicità. Da noi ci prova il Corriere

mio pezzo su Pagina99 ed cartacea del 11/17 ottobre 2014 [qui in formato PDF]

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Il sogno dell’«Amazon Post»

La corsa per creare il brand di testata globale è partita. Il progetto è nella testa di Jeff Bezos ed è uno dei motivi che lo hanno spinto a comprare il Washington Post. O almeno questa è l’ipotesi di due autorevoli osservatori. In corsa anche The Guardian, qualche all digital e il New York Times. Che sconta qualche ritardo

Un grande quotidiano digitale con copertura planetaria da leggere su Kindle: è questo il sogno di Jeff Bezos e uno dei reali motivi che lo hanno spinto a comprare, giusto dodici mesi fa, il Washington Post? Solo un’ipotesi ma a lanciarla sono stati due importanti firme del giornalismo americano come Steve Coll in un lungo articolo pubblicato dalla New York Review of Book e Dylan Byers su Politico.

Nel gioco delle ipotesi Mario Garcia, un’autorità in materia di design editoriale, si è spinto un po’ oltre divertendosi a immaginare cosa potrebbe essere un “The Amazon Post”: «Un giornale – ma dovremmo ancora chiamarlo così? – che non dovrebbe assomigliare a nessun altro. Penso a un piccolo schermo, penso a pubblicità creativa in nuovi formati, grande esperienza di navigazione, poche sezioni dove spiegare tutto: le news ovviamente, ma non come la cosa più importante».

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